Presentato alla biennale dei giovani artistidell’Europa e del Mediterraneo di Napoli.
Questo progetto nasce come una parodia, un gioco in cui lo spettatore è invitato personalmente ad offrire propri ricordi fotografici in espositori di cartoline semi-vuoti.
Privati delle rotelle, gli espositori perdono l’aspetto abituale, creando un ambiente di strutture-giocattolo in mezzo a cui girare.
Al pubblico l’invito ad animarli, ad intervenire nello sviluppo progressivo dell’opera, nel suo mutare nel tempo, secondo le diverse letture possibili che l’aggiunta di immagini potrà suscitare.
Gli espositori danno la possibilità di mostrare immagini personali in un contesto collettivo, di rendere quindi pubblico il privato.
E’ il gioco di esporsi. Un gioco che si fa beffa del mercato dei souvenirs, commercio dei ricordi, esperienze pronte al consumo.
La cartolina è per definizione l’immagine impersonale, generica, standard.
Uno stereotipo rassicurante, che raffigura i costumi e ne ricalca l’evolversi.
I suoi limiti sono quelli dei tabù della società che la produce.
Guardare vecchie cartoline ci fa sorridere, ma al tempo stesso ci fa riflettere sui cambiamenti che hanno accompagnato la realtà e l’immagine che noi ne abbiamo. E ciò perché la cartolina è essenzialmente “pop”, immagine senza altre pretese che essere riconosciuta, accettata e quindi comprata.
Essa nasce in seno ed in funzione del consumismo, del turismo, del viaggio “preconfezionato”. Una cartolina è sempre gioiosa e si consuma in fretta. Senza passione. Il ricordo è consumo.
Salvo scoprire che (paradossalmente) la foto privata ricalca spesso inconsciamente gli stereotipi dell’immagine da cartolina.
Il confronto è provocato qui dalla compresenza delle cartoline “reali” e di quelle aggiunte dal pubblico.
D’altra parte si può creare un’altra dinamica (simmetrica), quella del voyeurismo, lo sguardo illegittimo sulla vita altrui. Guardare cartoline stimola sempre l’immaginazione….
In senso lato la provocazione è rivolta anche a fenomeni mediatici di successo, che si servono di tecniche voyueristiche. Ne è un esempio il “reality show”, che gioca sulla confusione tra pubblico e privato, incarnando l’incontro dei desideri di esibirsi e di spiare. E’ l’ultima frontiera del consumismo, l’esasperazione dell’immagine, del piacere di mostrarsi ad ogni costo, in una finzione appagante sia per chi guarda che per chi recita.
Volete mostrare la vostra intimità? Eccovi un’occasione per vedere ed essere visti, per giocare di più, in modo anonimo e provocatorio. Tanti Saluti.

9 espositori per cartoline
quantità variabile di cartoline
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